Quando si parla di cosa portare durante le uscite in montagna, soprattutto per il trail running e l’allenamento outdoor, la parola chiave è una sola: consapevolezza.
Allenarsi in montagna è meraviglioso, ma richiede rispetto, preparazione e un minimo di pianificazione, anche per uscite apparentemente “semplici”.
In un precedente articolo ho già parlato degli accessori base per il trail running (scarpe trail, bastoncini, orologio GPS, gilet e fascia cardio). Qui andiamo oltre: tutto ciò che aggiungo e modulo in base a stagione, durata dell’uscita e condizioni meteo.
Il concetto dei “pacchetti”
Io ragiono sempre per pacchetti.
Non porto mai tutto, ma nelle mie uscite in montagna scelgo cosa portare in base a:
- stagione
- durata dell’allenamento
- quota
- meteo previsto
Questo approccio mi permette di essere leggero ma sicuro, senza rinunciare a ciò che può fare la differenza.
Uscite in montagna nelle stagioni calde
In primavera ed estate parto molto basic, cercando di non coprirmi troppo e di adattarmi strada facendo.
Abbigliamento e accessori
- Abbigliamento leggero e traspirante
- Cappellino (fondamentale contro sole e disidratazione)
- Occhiali da sole fotocromatici
Li consiglio vivamente: si adattano alla luce e sono perfetti quando si alternano boschi fitti e tratti esposti.

Kit di sicurezza: sempre con me
Indipendentemente dalla stagione, questo non manca mai nelle mie uscite in montagna:
- Kit medico base:
- garze
- bende
- cerotti
- disinfettante
- Coperta termica
- Ghiaccio spray
- Nel trail le scavigliate sono frequenti: usarlo subito può fare la differenza.
Allenarsi in montagna significa essere autonomi. Anche per un’uscita di due ore.
Acqua, cibo e protezione
Tre elementi non negoziabili nelle uscite in montagna:
- Acqua (sempre, anche nelle uscite brevi)
- Cibo (gel, barrette o cibo reale)
- Guscio impermeabile
- Il meteo in montagna cambia velocemente, anche d’estate.
La montagna non perdona l’improvvisazione.
Uscite in montagna nella stagione fredda
Con il freddo non stravolgo tutto, ma aggiungo strati intelligenti.
Il mio approccio
Preferisco partire leggero e aggiustare il tiro se necessario. Sudare troppo all’inizio è uno degli errori più comuni.
Cosa aggiungo nello zaino:
- Scaldacollo
- Guanti
- Cuffia o fascia termica
- Maglia termica più pesante (di ricambio/aggiuntiva)
Se le condizioni lo richiedono:
- Ramponcini
- Sovrapantaloni impermeabili
Questi accessori possono sembrare “in più”, ma spesso sono ciò che ti permette di continuare l’allenamento in sicurezza.

Uscite in montagna lunghe: il pacchetto extra
Quando l’allenamento supera una certa durata, aggiungo sempre qualcosa in più.
Comfort e gestione dello sforzo
- Cambio maglia o t-shirt
- Calzini di ricambio
Sembra una sciocchezza, ma cambiarsi a metà uscita:
- migliora il comfort
- riduce il rischio di raffreddamento
- dà una grande spinta mentale
Idratazione e nutrizione
- Più cibo
- Più acqua
- Oltre alle flask, camelback da 2 litri
Nei lunghi la gestione delle risorse è fondamentale tanto quanto l’allenamento fisico.
Allenarsi con qualsiasi meteo (quasi)
Sono rari i casi in cui salto un allenamento per il maltempo.
Non perché io sia “duro”, ma perché se ti attrezzi bene puoi affrontare quasi tutto senza stress inutile.
Allenarsi in montagna è un privilegio, ma anche una responsabilità. Essere preparati significa potersi godere l’uscita senza ansia, restare lucidi nelle difficoltà e rientrare sempre in sicurezza. L’attrezzatura giusta non serve a “fare gli eroi”, ma a rispettare l’ambiente e noi stessi. Più diventiamo consapevoli, più l’allenamento smette di essere una sfida contro la montagna e diventa un dialogo con essa.
Allenarsi in montagna è una scelta che richiede responsabilità.
C’è una frase che mi ripeto spesso:
La montagna va rispettata, perché ci ricorda che siamo semplici esseri umani davanti alla sua grandezza.
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